Dar Darma, Marrakech magica

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Il Riad Dar Darma

Il Riad Dar Darma

Dalla terrazza del Dar Darma, guardo i tetti delle case di Marrakech, il minareto della Moschea Koutoubia e il Palazzo Reale di Dar Bacha distendersi nel cielo sino a dove l’orizzonte sfuma nelle catene dell’Atlante.

Mi godo il vento caldo che si insinua calmo sul mio tavolo, e consumo l’abbondante colazione marocchina: tè verde, pane arabo appena sfornato da spalmare con marmellata e yogurt, e un succo d’arancia spremuto di fresco.

Sono salito quassù dopo aver dormito in una delle sei stanze da mille e una notte di Dar Darma. Sdraiato sul mio letto a baldacchino, ho ammirato il soffitto intarsiato su cui la luce del lampadario tratteggiava i disegni arabeschi dipinti a mano.

Un profumo di oli espanso nella camera ha cullato il sonno e la fatica del giorno prima: lunghe ore passate sul sedile di un quad e poi sulla sella di un cavallo arabo per sfidare il deserto di Marrakech.

Così, quando al ritorno sono entrato nel silenzio riposante di Dar Darma, ho gustato un tè ristoratore nel patio, circondato da un alto colonnato, e ho immerso gli occhi nel bacino in cui l’acqua scorre placida. Proprio come nelle antiche abitazioni nobiliari del Marocco.

Il riad, infatti, sorge nel vecchio quartiere del Moqf, nel cuore della Medina della Città Rosa, a pochi passi da piazza Jemaa El-Fna, dal Museo di Marrakech e dalla Scuola Coranica Medersa Ben Youssef.

Eppure qui si gode di una quiete assoluta: le spesse mura di dar Darma lasciano fuori il vociare ammaliatore di commercianti e artisti; e la tranquillità è la vera sovrana di questa dimora del XVIII secolo restaurata da poco.

Ma i nuovi lavori non hanno tradito l’essenza del palazzo: decori lussuosi, gessi preziosi e antichi portali fanno vivere al viaggiatore un’atmosfera unica. Tradizione e modernità assicurano il confort nelle quattro suite e nei due appartamenti decorati con colori caldi.

Alla Suite Orange e agli Alloggi Blu e Rosso, sono state aggiunte due nuove Patio Suite: dotate di uno stile minimal chic, si affacciano sui giardini del patio. Ho riguardato il loro verde attraverso i vetri nei colori tenui della sera, quando, seduto al mio tavolo vicino al caminetto crepitante, ho gustato la cucina prelibata di Dar Darma.

Le portate sono arrivate leggiadre al ritmo di una musica marocchina: l’harira, una zuppa calda di verdure in cui intingere delicate fette di pane arabo, la tajina uno stufato di carne tenera d’agnello, e un dessert di dolci mandorle, miele e datteri a finire la fame.

Ora sono quassù, dove la terrazza di Dar Darma segna il confine del palazzo con il cielo. E dove ci si può distendere al sole o immergersi nella piscina per vincere il vento caldo che soffia dal deserto. Ottimo preludio per una giornata alla scoperta di Marrakech.

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